Biotopo Torbiera Selvote

SCHEDA AMBITO TERRITORIALE

Il biotopo Torbiera Selvote si trova nel Comune di Castions di Strada in provincia di Udine, istituito nel 2001 ha una superficie di 59,8 ettari. L’area è stata riconosciuta di valore naturalistico europeo ed inserita tra i siti di Rete Natura 2000 quale Zona Speciale di Conservazione (già SIC Sito di importanza Comunitaria) IT3320028 Palude Selvote.

Le risorgive rappresentano un sistema ambientale tipico della pianura padano-veneta, diffuso nella fascia di transizione fra alta e bassa pianura e caratterizzato dall’emersione della falda. Il territorio è stato profondamente trasformato negli ultimi decenni ed oggi racchiude lembi residui di habitat di altissimo pregio. Dal punto di vista naturalistico si tratta di uno degli ambienti più interessanti a livello europeo, che in Friuli ha mantenuto caratteri peculiari, per motivi legati al tipo dei terreni, al clima, alla distanza dal mare e al particolare sfruttamento antropico di queste aree.

Quest’area si sviluppa nella fascia delle risorgive dove l’abbondante disponibilità d’acqua ha formato nel tempo un reticolo idrico superficiale ed un complesso sistema di habitat umidi.

Il territorio è caratterizzato da numerosi affioramenti della falda e presenta habitat di particolare pregio naturalistico in ottimo stato di conservazione che descrivono la fisionimia del paesaggio della bassa pianura friulana, dal Tagliamento all’Isonzo, prima delle bonifiche del ventesimo secolo.

Sono presenti e a volte ben diffusi tutti gli habitat tipici del sistema delle risorgive friulane.

Agli inizi del ventesimo secolo esistevano in Friuli ancora notevoli estensioni degli habitat tipici delle risorgive, e la fascia delle risorgive appariva in uno stato ancora naturale. Le modifiche di questo delicato ecosistema sono iniziate con le grandi bonifiche idrauliche degli anni trenta e sono continuate dopo la seconda guerra mondiale. | terreni ottenuti con i drenaggi dell’acqua sono stati messi a coltura intensiva semplificando radicalmente un ambiente ricco di biodiversità.

Tuttavia alcuni lembi dell’antico paesaggio delle risorgive sono riusciti a sopravvivere fino ad oggi, per un’estensione complessiva che non supera i 200 ettari nell’intera regione.

Questi ultimi lembi rimasti di ambienti umidi di risorgiva del basso Friuli nel 2006 sono stati oggetto di un importante progetto LIFE

OG6NAT/IT/000060 “Conservation and Restoration of calcareous fens in Friuli” finanziato dalla Comunità Europea dedicato alla conservazione delle ultime torbiere alcaline della pianura friulana, alla loro ricostruzione a partire da terreni agricoli ed alla salvaguardia

dall’estinzione delle piante rare ed endemiche che vi sopravvivono. Un progetto promosso dalla Regione Friuli Venezia Giulia in collaborazione con i Comuni di Bertiolo, Castions di Strada, Gonars e Talmassons sul cui territorio sono ancora presenti questi preziosi ambienti di risorgiva, oggi considerati veri e propri momumenti naturali. Rilevanti interventi di rinaturazione e governance ambientale hanno interessato aree all’interno del biotopo.

 

Per la varietà degli habitat presenti anche su una superficie piuttosto ridotta, la flora di questa peculiare area è estremamente varia ed interessante, tenendo in considerazione l’elevato grado di antropizzazione delle pianure dell’Italia settentrionale e la conseguente semplificazione del paesaggio vegetale.

Uno dei caratteri più interessanti di tale flora è rappresentato dalla presenza di numerose specie tipiche delle aree montane, che sono pervenute in quest’ambito planiziale durante le glaciazioni e vi sono mantenute grazie alla freschezza del microclima garantita dall’affioramento di acque a temperatura costante.

Queste specie microterme o “relitti glaciali” vivono soprattutto le torbiere basse alcaline, come Gladiolus palustris, Pinguicola alpina, Parnassia palustris, Primula farinosa, Tofielda calyculata, Carex davalliana, Eriophorum latifolium, alcune si sono adattate alle praterie umide come Gentiana verna, Gentiana utriculosa, Gentianella pilosa, Gymnadenia odoratissima.

Le vicende climatiche seguite alle ultima glaciazioni hanno anche contribuito alla differenziazione in queste aree di diverse specie endemiche che rendono assolutamente peculiare la flora di queste torbiere, Erucastrum palustre, Euphasia marchesetti, Centaurea forojulensis si sono probabilmente differenziate nell’immediato post-glaciale, in seguito all’isolamento ecologico dell’area con caratteristiche differenti da quelle delle pianure circostanti, soprattutto per i suoli più freschi, nettamente alcalini ed estremamente oligotrofici.

La ricchezza floristica è inoltre incrementata da un contingente di specie a gravitazione orientale come Plantago altissima, Allium suaveolens e Thalictrum lucidum, tipiche delle praterie umide a Molinia, mentre non mancano specie a distribuzione meridionale come Scirpoides holoschoenus e Orchis laxiflora.

 

l’importanza dell’acqua e degli ambienti umidi compresi nei due biotopi è di notevole importanza anche per la fauna. Tra i numerosi invertebrati presenti ci sono 5 specie di interesse comunitario incluse negli allegati della Direttiva Habitat (92/43/CEE): Maculinea teleius un lepidottero, farfalla diurna, segnalato per la zona delle risorgive solo in questo biotopo, Coenonympha oedippus una farfalla legata alle zone umide e molto rara in tutta Europa e Austropotamobius pallipes fulcisianus il gambero d’acqua dolce.

In merito alla fauna vertebrata, vengono segnalate 12 specie di pesci, due delle quali incluse nell’allegato Il della Direttiva Habitat: Cottus gobio e Cobitis taenia. Viene segnalata la presenza del Panzarolo Knipowitschia punctatissima specie endemica delle regioni centro-orientali d’Italia inserita nella Lista rossa come specie in pericolo a causa della scomparsa degli ambienti di risorgiva.

l’area è certamente importante per l’erpetofauna. Tra i vari anfibi presenti nelle risorgive ci sono due specie di Tritoni, Lissotriton vulgaris meridionalis e Triturus carniflex, varie specie di rane tra cui la Rana Latastei, la rana di lataste, endemica della pianura pada- no-veneta inserita nell’allegato Il della Direttiva Habitat come specie di interesse comunitario e nella Lista rossa degli animali d’Italia come specie in pericolo.

Fra i rettili spicca la presenza della Zootoca vivipara carniolica, lucertola vivipara della Carniola, specie legata ad ambienti freschi montani che in pianura può essere considerato un autentico relitto glaciale. Un rettile presente molto legato agli ambienti umidi è Emys orbicularis, la testuggine palustre, specie inclusa negli allegati della direttiva Habitat. Tra i serpenti sono presenti Hierophis viridiflavus, Zamenis longissimus, Natrix natrix, Natrix tessellata e Vipera aspis francisciredi.

Per quanto concerne i mammiferi non sono segnalate specie di interesse comunitario nel sito considerato. Circa i chirotteri sono riportate diverse specie, la cui presenza è da considerarsi potenziale (solo presunta), e alcune delle quali inserite nella Lista rossa e considerate minacciate. Tra i micromammiferi si segnalano tra gli altri: il Moscardino Muscardinus avellanarius, il topolino delle risaie Mycromys minutus ed il toporagno della Selva di Arvonchi Sorex arunchi specie studiata e descritta da Lapini e Testone nel 1998. Tra i macromammiferi sono sicuramente presenti Vulpes vulpes, Martes foina, Mustela nivalis, Mustela putorius, Lepus europaeus e Sciurus vulgaris. Inoltre di recente si sono insediati Sus scrofa e Capreolus capreolus. La lontra Lutra lutra era una specie caratteristica delle risorgive e dei corsi d’acqua, presente sullo Stella fino agli anni ‘70. Considerata estinta in tutto il territorio regionale, è stata negli ultimi anni confermata la presenza a Tarvisio di soggetti provenienti dalla vicina Austria. Un dato che fa sperare in un gradito ritorno della specie anche in pianura in un prossimo futuro.

 

Il sito è di rilevante interesse avifaunistico per la presenza di una ricca e composita comunità ornitica, diverse specie importanti in aree che se pur frammentate, svolgono un’essenziale funzione di rifugio all’interno di territori oggetto di intensa pressione antropica.
La check-list degli uccelli del SIC “Palude Selvote” aggiornata al dicembre 2017 (Vicario, 2018).

Elenca complessivamente 155 specie, 76 non-passeriformi e 79 passeriformi, suddivise in 15 ordini e 45 famiglie; 34 sono le specie inserite nell’allegato | della Direttiva 2009/147/Ce “Uccelli”. 56 sono le specie nidificanti di cui 52 nidificanti certe, 3 nidificanti proba- bili e 1 nidificanti possibili.