Riserva Naturale Valle Canal Novo

SCHEDA AMBITO TERRITORIALE

La riserva naturale regionale Valle Canal Novo si trova nel Comune di Marano Lagunare in provincia di Udine, istituita con la L. R.42 nel 1996 ha una superficie di 116 ettari. L’area è stata riconosciuta di valore naturalistico europeo, una parte della riserva infatti, quella lagunare, ricade all’interno del sito di Rete Natura 2000 quale Zona Speciale di Conservazione (già SIC Sito di importanza Comunitaria) e Zona di Protezione Speciale ZSC/ZPS IT3320037 “Laguna di Marano e Grado”.

La gestione della riserva è stata affidata con apposita convenzione al Comune di Marano Lagunare, che assume così il ruolo di Organo gestore.

La riserva naturale fa parte del territorio del comprensorio lagunare regionale “Laguna di Marano e Grado”, uno degli ambiti paesaggistici più importanti, delicati e fragili di tutto il contesto regionale. Un paesaggio “anfibio” in equilibrio fra la terra ed il mare, tra dolce e salato, fatto di barene, velme, isolotti, canali, ghebi e paludi.

La riserva della Valle Canal Novo è costituita da una valle da pesca, non più utilizzata come tale (circa 32 ha), dalla quale prende il nome, da un bacino/invaso d’acqua dolce denominato PIM (circa 4 ha), da alcuni lembi lagunari della zona Corniolo (circa 5 ha) e da alcuni terreni agricoli conquistati alle paludi con le bonifiche del secolo scorso (circa 75 ha), che si prestano alla realizzazione di interventi di ripristino e ricostruzione di un ecosistema naturale complesso comprensivo di ambienti umidi con vario grado di salinità.
La Valle Canal Novo, un tempo utilizzata per l’allevamento ittico, si presenta come un’area lagunare, con specchi d’acqua e barene (formazioni lagunari che solo eccezionalmente vengono sommerse dalle acque), interdetta alla marea da arginature perimetrali.

La regolazione dei livelli idrici della valle è determinata dall’apporto di acqua dolce garantito da tre pozzi artesiani collocati nella parte orientale della valle e dalla regolazione delle due chiaviche principali che mettono in comunicazione la valle con la laguna.

Le chiaviche consentono essenzialmente di svuotare in laguna, durante le fasi di bassa marea, l’acqua presente in valle, regolando in questo modo i livelli degli specchi d’acqua interni secondo le esigenze del momento. La valle presenta diversi specchi d’acqua, il principale e più ampio presenta nella parte centrale livelli che compresi tra i 25 ed i 55 centimetri; gli specchi secondari presentano profondità inferiori (10-40, 15-45).

Morfologicamente sono presenti due fasce di terra, emergenti normalmente per circa 30 centimetri, sistemate col metodo della mazzuolatura con vasche per l’allevamento del pesce, occupanti ognuna circa un terzo della superficie della valle, poste una a est ed una ad ovest di un chiaro d’acqua.

Considerata la sua attiguità al centro abitato di Marano, nella Valle Canal Novo è stato realizzato il centro visite lagunare. Un proget- to-proposta innovativo e pilota nel panorama nazionale per la conservazione e la fruizione ambientale, promosso e realizzato dal Comune di Marano Lagunare di concerto con l’amministrazione regionale.

Concepito su modello dei “Wetlands Centres” anglosassoni, è dotato di alcuni edifici realizzati mantenendo la tipologia tradizionali dei casoni locali, con funzioni di servizi, ristoro, didattica e osservatorio sull’ambiente. La riserva naturale della Valle Canal Novo è un’area protetta dove oltre alla conservazione ambientale ed alla ricerca scientifica si prestano esclusive attenzioni alla conoscenza e fruizione naturalistica. Con moderne strutture, adeguati strumenti didattici e avanzate metodologie s’intendono offrire, nuove e straordinarie opportunità per conoscere più da vicino l’incantevole ambiente lagunare.

La valle da pesca dismessa rappresenta il cuore della riserva ed è oggi gestita proprio per ottimizzare le condizioni ecologiche per la fauna presente. In essa attualmente i sottobacini sono tutti comunicanti anche se le condizioni delle acque variano per la presenza di apporti artesiani. Questo permette una certa differenziazione della vegetazione; dal punto di vista delle idrofite, solo in piccole aree è oggi presente Ruppia maritima. Le aree emerse sono in buona parte occupate da praterie alofile a Juncus maritimus, anche se rara- mente si tratta di ecosistemi ben strutturati e con numero

significativo di specie. In alcune aree si sviluppano anche piccole superfici di specie alofile (Artemisia caerulescens, etc.) e sui fanghi nudi crescono salicornie. Sulle porzioni più rialzate delle barene artificiali della Valle sono diffusi degli intricati arbusteti di rovo.

La laguna interna del Corgnolo è la porzione più meridionale della Riserva che si sviluppa in continuità con il bacino lagunare vero e proprio; essa è costituita da uno specchio lagunare con una grossa barena centrale ed alcune barene laterali. Poiché siamo nella parte più interna della laguna l’acqua a bassa concentrazione di Sali favorisce la formazione di vegetazioni solo subalofile in cui domina Bol- boschoenus compactus con un progressivo arricchimento di Phragmites australis. Negli anni la prima specie ha mostrato un generale decremento derivato probabilmente a salinizzazione e ad altri fenomeni meccanici.

Le aree utilizzate per la fruizione della riserva invece sono piuttosto trasformate con vegetazione tipica in alcuni casi del verde urbano ed in altri degli ambienti umidi di acqua dolce. Vi sono due specchi di acqua dolce: uno nei pressi delle strutture con argini sfalciati e ricoperta però dell’avventizia Lemna minuta; l’altra invece più ampia con cintura di canne ed arbusti.

Nella parte più orientale della valle, quella più interessata dalla fruizione turistica e con maggiore presenza d’acqua dolce, è stata fa- vorita, anche attraverso piantumazioni, lo sviluppo di alberi ed arbusti, in particolare di: Salix sp., Populus alba, Eleagnus angustifolia, Alnus sp., Ulmus sp., Crataegus sp. Lungo gli argini vegeta abbondante Rubus fruticosa, Rosa canina e più localizzato Tamarix gallica.
AI centro della valle, isolate rispetto al resto della vegetazione arboreo-arbustiva, dimorano alcune piante di Prunus sp. e Ramnus catharticus.

Di seguito si riportano le specie incluse nell’allegato Il della Direttiva “Habitat” 92/43/CEE Salicornia veneta

 

Nonostante sia collocata a ridosso del centro abitato di Marano lagunare, la Riserva naturale regionale Valle Canal Novo presenta una peculiare situazione ambientale caratterizzata da situazioni molto differenti che garantiscono un notevole livello di biodiversità. La presenza di specchi d’acqua a differente concentrazione alina, di zone di marea, di piccoli tratti di barena, di sistemi di argini colonizzati da vegetazione arbustiva, di piccoli lembi di canneto e di vaste estensioni coltivate comporta infatti una notevole diversità ecologica delle aree sottoposta a tutela e ciò si riverbera in un alto livello di diversità specifica faunistica. A ciò contribuisce una limitata pressione antropica, conseguente ad una corretta canalizzazione dei flussi di visitatori limitata ad alcune aree e ad una pressoché totale inaccessibilità di gran parte del sito. Questo fatto comporta una relativa tranquillità dell’area e consente la sosta alle specie più elusive e meno confidenti nei confronti dell’uomo.

Tra i numerosi invertebrati presenti ci sono 3 specie di interesse comunitario incluse negli allegati della Direttiva Habitat (92/43/CEE): Vertigo angustior, una chiocciola dei terreni umidi; il coleottero Carabus italicus, entità endemica italiana e Zerynthia polyxena presen- ta segnalata regolarmente durante gli sfarfallamenti primaverili (aprile).

Per quanto concerne l’ittiofauna le informazioni disponibili non consentono di stilare una check-list completa delle specie presenti.
Relativamente ai pesci d’acqua dolce non sono disponibili dati di presenza di specie per il bacino del PIM. Nella valle e nel lembo di la- guna compreso nell’area tutelata sono verosimilmente presenti le specie eurialine che caratterizzano questi ambienti (Dicentrarchus labrax, Liza sp. Gobius sp. Platichthys flesus).

Anche i popolamenti erpetofaunistici del sito sono significativi per la presenza di specie di interesse conservazionistico a livello locale, nazionale ed europeo. Tra queste vanno sicuramente segnalate piccole popolazioni relitte di Vipera aspis francisciredi presenti all’in- terno della Valle. E’ inoltre significativo il notevole numero di esemplari di Emys orbicularis che si osservano in quasi tutti gli ambienti della valle. Tra le altre specie sono decisamente comuni Hierophis viridiflavus lungo gli argini arbustati della valle, Natrix natrix e N. tes- sellata in vari ambiti dell’area tutelata. Tra gli anfibi si riscontra la presenza di Hyla intermedia, Pelophylax kl. esculentus e P. lessonae che si riproducono negli specchi d’acqua dolce della riserva; marginalmente sono segnalate anche Rana latastei e Rana dalmatina.
Per quanto concerne i mammiferi, sono relativamente pochi i dati di presenza riferiti al sito, in particolare per la microteriofauna. Tra imacromammiferi sono sicuramente presenti Inoltre di recente si sono insediati Sus scrofa, Capreolus capreolus Meles meles, Vupes vulpes, Lepus europaeus.e Sciurus vulgaris. Notevole e problematica è la popolazione di Myocastor coypus, entità alloctona comparsa negli ultimi vent’anni.

 

Dal punto di vista faunistico la riserva riveste una notevole importanza sotto il profilo ornitologico. Ad oggi risultano presenti 282 specie tra nidificanti, svernanti, migratrici e accidentali, 177 non passeriformi e 105 passeriformi, suddivise in 19 ordini e 58 famiglie; 87 sono le specie inserite nell’allegato | della Direttiva 2009/147/Ce “Uccelli”; 72 sono le specie nidificanti certe, 7 nidificanti probabili e 1 nidificanti possibili (Vicario, 2020). Tra le specie nidificanti vanno sicuramente segnalate Aythya ferina (dal 2005 prima nidificazione per la Regione), Sterna hirundo che ha recentemente colonizzato alcune piccole isole della valle (prime nidificazioni nel 2011), Himan- topus himantopus, Ixobrichus minutus, specie inserite come la precedente nell’Allegato | della Direttiva Uccelli. Sempre tra le specie di rilievo conservazionistico va citata la presenza di Circus aeruginosus che nidifica mediamente con una coppia all’interno della valle.
Nel sito è inoltre presente una popolazione riproduttiva di Anser anser derivante da alcuni soggetti immessi alla fine degli anni ‘80 del secolo scorso. La consistenza si questa popolazione è stimabile in circa 300-350 individui alla fine dell’estate. All’interno della valle c’è un punto di roost utilizzato da alcune specie di Ardeidi ed occasionalmente da Falacrocoracidi.
Il sito è di rilevante interesse avifaunistico per la presenza di una ricca e composita comunità ornitica, diverse specie importanti in aree che se pur frammentate, svolgono un’essenziale funzione di rifugio all’interno di territori oggetto di intensa pressione antropica.